Oltre le nuvole: metamorfosi celesti e immaginari contemporanei
Denis Santachiara, Gabriele Picco, Leandro Erlich, Fausta Squatriti e Mario Schifano tra i protagonisti della mostra sulle nubi all'XNL di Piacenza
Compare una nube soda e bianca,
che indugia nel quadrato del cielo.
Scorge case stupite e colline, ogni cosa
che traspare nell’aria, vede uccelli smarriti
scivolare nell’aria. Viandanti tranquilli
vanno lungo quel fiume e nessuno s’accorge
della piccola nube.
Come nella poesia di Cesare Pavese – inclusa nella celebre raccolta "Lavorare stanca" – le nubi ci guardano mentre visitiamo la bella mostra dell'XNL, il Centro d'arte contemporanea di Piacenza. Ma non possiamo ignorare quelle presenze sopra di noi come fanno i viandanti tranquilli del poeta. Forse siamo più simili agli uccelli smarriti quando scivoliamo sui morbidi cuscini per osservare la sfilata di nuvole sintetiche di Denis Santachiara, le vecchie Citroën DS, le Fiat 600 e le Mini che trasportano sul tetto i bianchi cumuli di Gabriele Picco, le lastre trasparenti di Leandro Erlich che – come in un gioco di prestigio – creano l'illusione di una soffice nube sospesa nel vuoto, i fumetti colorati di Fausta Squatriti che sfuggono come sogni dall'incubo metallico del quotidiano, il cielo anemico e introspettivo di Mario Schifano dove la realtà non è ancora perduta ma sta svanendo.
"Cirrus", l'opera in apertura della pagina, è di Denis Santachiara, 75enne artista e designer emiliano che nella sua lunga carriera ha esplorato le potenzialità delle nuove tecnologie e dei nuovi materiali, tema del libro collettivo "La materia dell'invenzione" che gli è valso un Compasso d'Oro nel 1986. Le sue nuvole sospese, realizzate con materiali leggeri e semitrasparenti che diffondono una luce morbida, invitano lo spettatore alla calma, ad adagiarsi sui cuscini e guardare il cielo in una stanza che "non ha più pareti", come nella famosa canzone di Gino Paoli. Le poetiche lampade a forma di nuvola disegnate da Santachiara per Studio Italia Design nel 2005 sono un prodotto industriale che fa sognare a occhi aperti ancora oggi.
Gabriele Picco è un artista visivo e scrittore bresciano. "Cosa ti cade dagli occhi", il suo primo libro, illustrato con i suoi disegni, l'ha pubblicato Mondadori nel 2010. Alla mostra di XNL, Picco presenta un'allestimento di ispirazione surrealista, ma dai tratti fumettistici, con l'ironia e la giocosità pop che contraddistingue molte delle sue opere. Sei iconici modelli di auto degli anni '60, dalla Citroen DS alla Fiat 600, sono pronte per partire. Legate sul tetto non ci sono però le valigie, come si usava in quegli anni, ma nuvole sode e bianche come quelle dei fumetti. È un viaggio nell'immaginazione e nella fantasia quello che Picco ci invita a compiere, un ritorno a un passato idealizzato, all'età dell'oro dell'infanzia, quando le auto trasportavano sogni e non erano imbottigliate negli ingorghi della vita quotidiana.
L'argentino Leandro Erlich è noto per le sue installazioni illusionistiche che sfidano la percezione della realtà. "The Cloud", presentata alla mostra di XNL, si inserisce perfettamente in questo filone. A prima vista, sembra di vedere una nuvola vera, vaporosa e soffice, imprigionata dentro una teca di vetro. In realtà, si tratta di un sofisticato trucco prospettico. L'opera è composta da una dozzina di lastre di vetro su ognuna delle quali è stampata una sezione bidimensionale della nuvola con una tecnica simile alla serigrafia. Guardando l'opera frontalmente, le immagini si fondono, creando l'illusione di un volume tridimensionale sospeso nel vuoto. Se si guarda di lato l'immagine della nuvola inizia a sfaldarsi, rivelando le sottili lastre di vetro che la compongono e il trucco diventa evidente. Erlich insomma non vuole solo creare un'illusione, ma anche rivelare il meccanismo dell'inganno, facendoci quindi riflettere su quanto sia fragile la nostra percezione della realtà.
Il "Cubo con nuvole" di Fausta Squatriti, artista, narratrice, poetessa ed editrice d'arte scomparsa a 82 anni nell'aprile 2024, ci riporta alla fine degli anni '60, a uno dei cicli più importanti e rivoluzionari della sua opera, le "Sculture colorate". Un momento rivoluzionario sia per l'uso di materiali inediti, come l'acciaio specchiante e il plexiglas, sia per la nuova estetica fondata sul colore e la luce, caratterizzata da un tono ironico e giocoso. Le sue nubi perdono ogni pretesa di realismo per diventare forme astratte, pop: fumetti che contrastano con la solidità del metallo.
L'infantilizzazione della forma non è casuale o ingenua, ma è una scelta stilistica precisa che caratterizza molta della produzione artistica tra il 1960 e il 1980, influenzata dalla pop art americana e dal design radicale italiano, movimento di avanguardia nato proprio in quegli anni, che contestava la società borghese e l'omologazione consumistica attraverso l'ironia e la provocazione. Gli oggetti artistici nella loro voluta semplicità diventano icone, concetti, che si prestano a varie interpretazioni. Il cubo, per esempio, potrebbe rappresentare la logica adulta, rigida e razionale, mentre le nuvole-fumetto sugeriscono l'irruzione della fantasia, del gioco e dell'immaginazione che rompe la rigidità della scatola geometrica. Allo spettatore il compito di riflettere e di trovare nuovi significati.
Il "Cielo anemico" di Mario Schifano fa parte della celebre serie dei "Paesaggi anemici", presentata alla Biennale di Venezia del 1964. In quel periodo Schifano stava uscendo dai suoi famosi "Monocromi" (l'arte ridotta ai minimi termini, a stesure di colori uniformi e neutri) per aprirsi a una pittura che citava la realtà, filtrata però attraverso uno sguardo mediato, come le immagini che scorrono su uno schermo o che vediamo distrattamente dal finestrino di un treno. Il dipinto, con i suoi angoli smussati, ricorda in effetti uno schermo televisivo o una diapositiva.
Il cielo dell'artista romano (morto a 63 anni nel 1998) è anemico, malgrado l'intenso colore blu, per quelle nubi abbozzate, sfilacciate, che fanno pensare a un afoso pomeriggio d'estate su una strada polverosa tra i campi. Questa rappresentazione rarefatta del paesaggio, dove la natura sbiadisce diventando un ricordo, un'immagine di seconda mano, ci trasmette un senso di sospensione, di straniamento. Come negli altri "Paesaggi anemici", il cielo non è più l'infinito sopra di noi. Non c'è pathos, drammaticità, coinvolgimento, ma solo un senso di spaesamento, il disagio, lo smarrimento che si prova quando ci si trova in un ambiente estraneo, privo di riferimenti familiari, e si è indotti a percepire la realtà in modo diverso.
Claudio Cazzola, maggio 2026
"Oltre le nuvole / Beyond the Clouds", XNL, Piacenza, 2 aprile-5 luglio 2026
Il sito web di Denis Santachiara
Margherita Zanoletti, "Design digitale come opera aperta. Intervista a Denis Santachiara", Artribune, 24 aprile 2016
La pagina Instagram di Gabriele Picco
Francesco Cagoni, "Intervista a Gabriele Picco: quanto è profonda una lacrima?", ConnectivArt, 22 maggio 2025
La pagina Instagram di Leandro Erlich
Agnese Torres, "Intervista a Leandro Erlich, il fenomeno artistico del momento", Artribune, 7 maggio 2023
L'archivio Fausta Squatriti
Caterina Angelucci, "Muore a Milano Fausta Squatriti. L’artista che lavorava tra pittura, poesia e narrativa", Artribune, 24 aprile 2024
Archivio Mario Schifano
"Mario Schifano: ricomincio da me, 1983", Rai Teche