La cruda realtà fiabesca di Thiago Dezan e Infinite
Tra fotografia documentaria e trasfigurazione onirica: sei opere del duo Insomnia viste al PAC di Milano
Detenuti tatuati, guerriglieri mascherati, membri di gang e poliziotti armati cosa hanno in comune con gatti, aironi, corvi ed altri animali? Apparentemente nulla, ma sono questi i sogetti di "Bad Trips and Broken Promises / Even Flowers Must Die" (ovvero "Viaggi sbagliati e promesse non mantenute / Anche i fiori devono morire"), la bella e insolita mostra di Insomnia ospitata dal novembre 2025 al febbraio 2026 al Pac, il Padiglione di arte contemporanea di Milano. Insolita per vari motivi, a cominciare dai protagonisti. Insomnia è il nome di un progetto sperimentale nato a New York nel 2019 dall'incontro tra due artisti, Thiago Dezan, fotografo documentarista brasiliano, e Infinite, street artist e pittore milanese che ha scelto di mantenere l'anonimato. I due hanno messo in relazione le rispettive pratiche - fotografia documentaria, video e arti visive - per guardare con occhi diversi fenomeni sociali e politici come l'oppressione, la violenza, l'emarginazione, la resistenza.
Thiago Dezan, nato a Cuiabá in Brasile nel 1990, ha legato la sua carriera all'impegno sociale e alla documentazione delle situazioni di crisi in America. È uno dei co-fondatori di Mídia Ninja, il più importante network di media indipendenti brasiliani, nato per raccontare le proteste sociali e politiche in tempo reale. Questa radice nell'attivismo "dal basso" definisce tutta la sua estetica, spesso cruda e viscerale, ben espressa nei suoi libri fotografici: "When I Hear That Trumpet Sound" del 2021 che raccoglie cinque anni di ricerca sulle forme di oppressione nelle Americhe, e "On This Side of the Wall" del 2025, sul sistema carcerario in America Latina.
Infinite, invece, vive e lavora a Milano. La sua formazione artistica è legata alla cultura underground e ai movimenti degli spazi occupati (gli squatter) del Nord Italia. Nonostante l'anonimato e la natura spesso illegale dei suoi primi interventi, il suo lavoro è stato esposto in contesti istituzionali e gallerie d'avanguardia in tutto il mondo, come l'AIR Gallery, la 3rdEthos Gallery e il Satellite Art Show negli Stati Uniti; il Super+Centercourt a Monaco e la Lankay Gallery in Cina. Ha collaborato con realtà importanti della street art italiana come il CHEAP Festival e la Stamperia Squadro di Bologna, dove ha esposto insieme a Ericailcane, pseudonimo dello street artist bellunese Leonardo Canetti, che dipinge spesso inquietanti animali dalle movenze umane, inseriti in contesti estranianti.
Anche Infinite utilizza spesso figure animali come "spiriti guida" o presenze oniriche che sovvertono il significato di situazioni brutali o momenti di sofferenza: lo abbiamo visto proprio nella mostra del Pac, dove la simbologia legata al mondo animale sottolinea e a volte stempera il linguaggio visivo crudo e ansiogeno delle immagini di Dezan.
La loro collaborazione è nata proprio per dare una nuova dimensione al racconto giornalistico. Mentre le foto di Dezan catturano situazioni di conflitto o di marginalità, i disegni di Infinite aggiungono uno strato onirico che aiuta l'osservatore a elaborare la tensione di quelle immagini. La sensibilità pittorica e grafica di Infinite si fonde con il realismo di Dezan creando atmosfere sospese tra la cruda realtà e una dimensione quasi fiabesca ma inquietante.
Nella foto in apertura della pagina due corvi sono appollaiati sulla testa di un uomo ritratto a occhi chiusi. Il corvo è spesso associato alla memoria e alla saggezza, ma anche ai presagi. Qui sembra rappresentare il peso dei pensieri, dei "bad trips" (viaggi negativi) menzionati nel titolo della mostra, trasformando un momento di introspezione in un'immagine mitologica.
Resilienza e resistenza
I personaggi con il passamontagna (le balaclavas) ritratti da Dezan sono membri di movimenti di resistenza, come l'Esercito zapatista di liberazione nazionale in Messico. Le balaclavas non sono solo un indumento, ma un potente simbolo politico e ideologico del movimento zapatista dal gennaio 1994, quando è emerso pubblicamente nel Chiapas. Un simbolo che è l'espressione di un paradosso, come ha spiegato il subcomandante Marcos: "Ci copriamo il volto per essere visti". Per secoli, le popolazioni indigene del Chiapas sono state invisibili al governo messicano e alla società, ignorate o considerate solo come forza lavoro. Indossando il passamontagna, gli zapatisti hanno costretto il Messico e il mondo a guardare la loro condizione. La maschera ha dato loro un'identità collettiva potente, ancora viva oggi (vedi: "Caos in Chiapas: gli zapatisti di nuovo nel mirino delle violenze da parte dello Stato messicano")
Il passamontagna rappresenta insomma la rivolta contro l'oppressione e il razzismo. Il gatto di Infinite sulla testa dell'uomo mascherato aggiunge all'immagine uno spirito animale di resistenza pacifica attraverso l'immaginazione.
Sopravvivere nell'oscurità e nell'isolamento
L'immagine ritrae un detenuto, con tatuaggi riconducibili alle gang del Centro America, all'interno di una cella, con un pipistrello dipinto che pende dalle sbarre. La foto di Thiago Dezan documenta la violenza del sistema carcerario in America Latina. Il pipistrello, animale notturno per eccellenza, incarna l'essenza stessa di Insomnia: la capacità di vedere e sopravvivere nell'oscurità e nell'isolamento.
Sogni di gloria nella favela
Sullo sfondo di una favela (probabilmente in Brasile, visti i lavori precedenti di Dezan), un uomo brandisce due armi mentre degli aironi volano sopra di lui. La fotografia documenta il controllo territoriale delle bande criminali nelle periferie urbane. L'inserimento degli aironi, simboli di grazia e libertà, crea un contrasto stridente con la violenza delle armi, suggerendo una dimensione di speranza o la natura che osserva indifferente le tragedie umane.
L'effimera fragilità della bellezza
Due gatti occupano il primo piano della scena, mentre gli agenti di polizia procedono a un arresto nelle strade di Berkeley, in California. Il gatto è un simbolo cardine del duo Insomnia. I felini sono "osservatori silenziosi": testimoniano la resilienza di chi vive ai margini, sotto il controllo delle istituzioni. Infinite usa questi interventi per "tradurre visivamente la tensione interiore di chi lotta per comprendere ciò che vede". La sua tecnica trasforma un reportage giornalistico in un'opera che interroga il pubblico sulla fragilità della bellezza e sulla necessità di resistere.
Alla ricerca di una tenerezza disperata
L'ultima opera che abbiamo scelto è una sintesi della poetica di Insomnia: la ricerca di una tenerezza disperata all'interno di contesti di estrema durezza e marginalità. La fotografia di Thiago Dezan ci mostra il dettaglio di un uomo seduto su una sedia di plastica. La sua gamba destra presenta una evidente deformità, forse il segno di un trauma o di una violenza vissuta. I tatuaggi sulle braccia (uno sembra raffigurare banconote) e l'abbigliamento semplice ci collocano nuovamente in un contesto di strada, probabilmente in una delle periferie sudamericane documentate da Dezan.
L'intervento di Infinite si concentra sul rapporto uomo-animale. L'artista ha dipinto con cura un piccolo topo tra le mani dell'uomo, creando un contrasto potente tra forza ruvida e vulnerabilità. Un cane, anch'esso dipinto con cura minuziosa, è accoccolato proprio contro la gamba ferita dell'uomo: vi si appoggia cercando calore e offrendo compagnia.
In quest'opera, gli animali dipinti da Infinite non sono presenze minacciose, come i corvi o i pipistrelli delle opere precedenti, ma incarnano l'empatia e la cura reciproca tra gli ultimi. L'immagine suggerisce che anche nelle vite segnate da "viaggi andati male" e "promesse infrante" (per citare il titolo della mostra), esiste uno spazio per la gentilezza. Ci parla di una vulnerabilità condivisa che diventa forza.
Claudio Cazzola (con l'aiuto di Gemini), febbraio 2026
Insomnia, "Bad trips and Broken Promises / Even Flowers Must Die", Pac, Milano, 25.11.2025 - 08.02.2026
Tiago Dezan, il sito web del fotografo brasiliano
La pagina di Infinite su Instagram
Infinite Studio
Squadro Stamperia Galleria d’Arte, Bologna