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Stanislav Libenský e Jaroslava Brychtová, Orizzonte

Cose belle viste e fotografate alla mostra veneziana sui grandi maestri del vetro boemo
Gli artisti: Stanislav Libenský e Jaroslava Brychtová, Václav Cigler, Miluše Roubíčková

La mostra "Vetro boemo: i grandi maestri", ospitato dal 14 maggio al 26 novembre 2023 alle Stanze del Vetro di Venezia – lo spazio espositivo promosso dalle fondazioni Giorgio Cini e Pentagram sull'isola di San Giorgio Maggiore – è la più grande rassegna mai realizzata sull'arte vetraria ceca dopo la seconda guerra mondiale. Curata da Caterina Tognon e Sylva Petrová la mostra offre l'occasione per un confronto tra due storiche scuole di arte vetraria, quella di Murano e quella boema. Murano è famosa per i suoi colori diversi e unici. Alcuni sostengono che i capolavori dei pittori rinascimentali, come Tiziano e Tintoretto, con i loro intensi colori, fossero influenzati proprio dall'arte vetraria dell'epoca. Gli artisti boemi, invece, hanno puntato soprattutto sulla forma, grazie anche alla tecnica della fusione del vetro, da loro elaborata, che ha cosentito di realizzare sculture in vetro su larga scala.

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Stanislav Libenský e Jaroslava Brychtová, Senza titolo

La tecnica della fusione del vetro è stata inventata da Jaroslava Brychtova (1924-2020) e da suo padre Jaroslav Brychta, scultore e vetraio, fondatore di una scuola sulla lavorazione del vetro a Zelezny Brod attiva ancora oggi. Brychtova ha poi approfondito questa tecnica insieme al marito e collaboratore Stanislav Libensky (1921-2002), ideatore di molti dei progetti firmati dalla coppia. Libensky realizzava i disegni, Brychtova li traduceva in opere finite, creando gli stampi di gesso in cui veniva versato il vetro fuso, riproducendo così alla perfezione le forme disegnate. Forme che, come ha detto l'artista e scrittore californiano Robert Kehlmann, "eccitano i nostri occhi e le nostre menti, incoraggiandoci a vedere, sentire e pensare in modi nuovi e ci portano a una nuova comprensione del mondo in cui viviamo".

Le Stanze del Vetro

Lara Morrell, "Bohemian Glass: An interview with Caterina Tognon and Sylva Petrová", My Art Guide

Il sito di Stanislav Libenský e Jaroslava Brychtová

Stanislav Libenský e Jaroslava Brychtová su Wikipedia (edizione inglese)

Steven Kurutz, "Jaroslava Brychtová: scultrice che ha trovato nuovi modi per fondere vetro, forma e luce", New York Times, 24 aprile 2020

Steven Kurutz, "Jaroslava Brychtova, Creator of Monumental Glass Art, Dies at 95", New York Times, 21 aprile 2020


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Václav Cigler, Cono

Scultore, architetto e designer di gioielli, filosofo, poeta e insegnante, Václav Cigler è un personaggio decisamente eclettico. Nato nel 1929 a Vsetín, nel sul della Moravia, è vissuto prevalentemente a Praga, dove ha studiata la lavorazione del vetro negli anni Cinquanta sotto la guida di Stanislav Libenský. Si è interessato in modo particolare al vetro ottico, di cui è considerato un pioniere a livello mondiale. È il vetro utilizzato per la produzione di dispositivi ottici, con un particolare indice di rifrazione che varia in funzione della differente lunghezza d’onda dei raggi luminosi. Con questo vetro, particolarmente luminoso, Cigler crea opere dal carattere minimalista, fatte di semplici figure geometriche: coni, sfere, piramidi, eccetera.

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Václav Cigler, Quadrato con spirale

"Fin dalla mia infanzia sono sempre stato affascinato dalle proprietà della luce e del colore racchiuse nel vetro", racconta Cigler. "Quando sono entrato nell'ambiente della produzione del vetro, ho subito capito che era questo il materiale con cui potevo veramente esprimermi. Attraverso il vetro ottico, con cui lavoro dagli anni '50, è possibile scrutare il mistero dell'universo sia a livello macro che micro, scoprendo cose fino a quel momento nascoste. Un mondo unico, fatto di nuove forme, luci e colori. Il vetro è un materiale magico e in un certo senso spirituale. È allo stesso tempo tangibile e immateriale. Ha una massa e tuttavia sfida la materia. Puro come l'acqua, trasparente come l'aria, è pensiero e realtà che mettono in dubbio la nostra esperienza sensoriale e allo stesso tempo la arricchiscono di una nuova comprensione. Il vetro è una scatola, un involucro, uno strumento, un mediatore, una memoria".

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Václav Cigler, Finestra

Per tutta la vita Cigler ha seguito una regola nel suo lavoro: "Su dieci idee, escludine cinque; di queste cinque escludine tre e infine resta con una". In altre parole, non basarti sugli effetti e sulla verbosità ma vai in profondità, all'essenza delle cose".

"Václav Cigler. Il vetro comunica con la luce", testimonianza raccolta da Barbora Šťastná per il progetto Storie della TV del 20° Secolo.

Angela Levine, "Václav Cigler, Czech Glassmaster in Tel Aviv", Midnight East, 18 luglio 2010

"Václav Cigler. Artist of the Month", Art Alliance for Contemporary Glass, dicembre 2012


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Miluše Roubíčková, Banchetto

Più vicine allo stile dei maestri vetrai di Murano le opere multicolori di Miluše Roubíčková esposte alla mostra veneziana. Nata a Praga nel 1922 e morta a Kamenický Šenov nel 2015, Roubíčková era la moglie di René Roubíček, uno dei padri fondatori del movimento Studio Glass in Europa: l'uso moderno del vetro come mezzo artistico per produrre sculture e opere d'arte tridimensionali in piccoli laboratori, con il coinvolgimento personale dell'artista che ha progettato il pezzo. Roubíček è noto soprattutto per i suoi oggetti monumentali in vetro e metallo; Roubíčková preferisce nelle sue opere anche dimensioni più intime, come i tradizionali vasi di fiori e la profusione di oggetti del suo Banchetto, ammirati alle Stanze del Vetro.

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Miluše Roubíčková, Fiori

Come il marito, anche Roubíčková predilige le tecniche del vetro modellato e del vetro soffiato, piuttosto che quella del vetro fuso preferita da Cigler. Sono i metodi più antichi per lavorare il vetro, con cui si esaltano e valorizzano le forme curve, le pieghe, le increspature. Con queste tecniche il vetro sembra mantenere il suo stato liquido anche quando si è trasformato in un oggetto. Con lo lo stampaggio invece si creano soprattutto corpi massicci, pesanti, che ci colpiscono per la loro tridimensionalità e la precisione delle forme piuttosto che per la leggerezza e la fluidità.

"In Praise of Round Objects. The exhibition of Miluše Roubíčková-Kytkova and Rene Roubicek", ArtForum

"René Roubìcek & Miluse Roubickovà", Caterina Tognon, novembre 2003

(machebellezza.com - settembre 2023)

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