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Gallipoli Art District
Oh My GAD, che bei murales!
Le opere di Dimitrios Taxis, Cheko’s Art, Slim Safont, Alba Fabre Sacristán, Milu Correch e degli altri che hanno trasformato la periferia di Gallipoli in una mostra permanente di street art

Dimentichiamoci per un attimo il centro storico e le spiagge da cartolina. Al di là degli stereotipi del turismo di massa, a Gallipoli la vera rivoluzione sta succedendo tra i palazzoni e i muri grigi della periferia. Tutto è iniziato nel 2024 grazie a "Oh My GAD" (la sigla sta per Gallipoli Art District), dinamica iniziativa ideata dall'associazione di promozione sociale Farò. Fondata nel 2021 da un gruppo di studenti e giovani professionisti con la passione per l'ambiente e la rigenerazione urbana, l'associazione ha deciso di dare una nuova vita alle aree marginali della città.

Con il sostegno del bando Puglia Capitale Sociale 3.0 della Regione Puglia (che ha coperto il 90% dei fondi) e la collaborazione di partner come il laboratorio di arte urbana 167/B Street di Lecce e del centro culturale Macarìa di Gallipoli, il progetto si è posto un obiettivo chiaro: non solo abbellire la città con l'arte, ma trasformare le strade in luoghi di incontro, gioco, creatività e aggregazione per tutti.

In poco più di due anni, il quartiere tra via Varese, viale Europa e via Firenze si è riempito di colori e storie grazie a firme di spicco della street art internazionale e locale.


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Dimitrios Taxis, Mutative Territorialities (giugno 2024)

A inaugurare il distretto della street art gallipolina, nel giugno 2024, è l'artista greco-polacco Dimitrios Taxis in via Varese 2. La sua opera Mutative Territorialities è una riflessione visiva sul concetto di confine e territorio: come gli spazi (fisici e simbolici) e il modo in cui li definiamo influenzano chi siamo e la nostra identità collettiva.


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Cheko’s Art, La Regina dei Mari (giugno 2024)

Subito dopo, in viale Europa 5, lo street artist leccese Cheko’s Art (al secolo Francesco Ferreri) regala al quartiere un mastodontico tributo al mare. Un volto di donna sinuoso e potente (la Regina del titolo), tracciato con maestria calligrafica, ricorda a tutti l'importanza di rispettare l'ambiente e la natura.


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Millo, A chorèsci tze cinùria zoì (settembre 2024)

In via Firenze 44 arriva, tre mesi dopo, il tocco inconfondibile di Millo. Con un titolo in grico (il dilaetto di origine greca parlato in Salento) che significa La danza della rinascita, l'opera mette in scena una ragazza che danza la taranta attorno a una pianta di agave. L'agave, che fiorisce una sola volta prima di morire, ma poi dalle sue radici nasce una nuova vita, diventa il simbolo della rinascita di un quartiere e del vicino parco cittadino.

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Slim Safont, Despertar/Risveglio (ottobre 2024)

Lo spagnolo Slim Safont firma in viale Europa 41 un murale denso di emozione e realismo neo-impressionista. L'opera è un invito a scuotersi, ad abbattere le barriere sociali e a prendersi cura degli altri, stimolando una riflessione sulla forza della comunità.

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Eight & Lost, Urban Slow Wave (maggio 2025)

All'angolo tra via Milano e via Torino, l'immaginario hip hop incontra nel maggio 2025 il messaggio della slow life. Tra elementi pop, blocchi di costruzioni e riferimenti locali (come il faro e il mercato del pesce), una bambina con la sua tartaruga di peluche ci ricorda di rallentare e riscoprire la spensieratezza del gioco. L'opera di Pierfrancesco Furone (Eight) & Mattia Povero (Lost) racchiude anche un commovente omaggio all'amico scomparso Paulo Mucca, pseudonimo di Pierpaolo Marinom visionario artista salentino scomparso un mese prima.

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Alba Fabre Sacristán, 4:44 AM (settembre 2025)

Sulla facciata di via Varese 4, l'artista barcellonese Alba Fabre Sacristán propone una riflessione intima sull'amore, l'indifferenza e le gabbie relazionali. Attraverso toni cupi e contrasti netti, il murale mostra le crepe e le incomprensioni della vita di coppia quotidiana, spingendo chi guarda a non ignorare l'altro ma a volersi bene e a proteggersi.

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Milu Correch, La Paternal (giugno 2026)

In via Varese 6, l'artista argentina Milu Correch chiude il cerchio portando a Gallipoli un pezzetto del suo quartiere d'origine a Buenos Aires. Al centro dell'opera c'è un ragazzo in bicicletta, simbolo di crescita, autonomia e libertà nel passaggio dall'infanzia all'età adulta. Un inno al diritto dei giovani di vivere e riappropriarsi degli spazi pubblici.


Claudio Cazzola, ottobre 2026


Dimitrios Taxis su Street Art Cities

Dimitrios Taxis, Mutative Territorialities

Il sito di Cheko’s Art

Il profilo Instagram di Cheko’s Art

"Millo - A chorèsci tze cinùria zoì / La danza della rinascita", ArtVibes, settembre 2024

Il sito di Slim Safont

Emanuele Gambino, "Intervista A Slim Safont muralista delle relazioni interpersonali", UnfoldingRoma, 3 agosto 2021

Slim Safont su Street Art Cities

V, C., "Complesso museale a cielo aperto, completato il murale sulla palazzina di via Milano", LeccePrima, 29 maggio 2025

Alba Fabre Sacristán su Instagram

"Erotica, Alba Fabre Sacristán ad Art City 2026", Il Cubo, 1 febbraio 2026