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Paola Marzoli, Acetosella

Paola Marzoli: c'è tutto un mondo nell'erba di quel monastero

Paola Marzoli presenta alla Galleria Rubin di Milano una ventina di suoi lavori degli ultimi due anni. Il titolo, "Ogni erba ha un nome", definisce l'ultimo atto di un percorso pittorico iniziato nel 1974 con dipinti ispirati alla metafisica delle piazze italiane di De Chirico, per esplorare via via gli spazi della prospettiva rinascimentale e inoltrarsi poi nella fisicità delle pietre dei templi e dei santuari della Grecia antica, fino a restringere il campo agli alberi, i sassi e i legni della Terrasanta, ed ora alla vegetazione spontanea dei prati in due luoghi ancora più delimitati: l'erba del monastero della Cascinazza a sud di Milano e l'aiuola davanti alla chiesa di santa Maria Nascente a Milano.


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Paola Marzoli, Piantaggine

I suoi prati sono "microcosmi da esplorare", come scriveva Giuseppe Frangi nella presentazione della precedente mostra alla Galleria Rubin, nel 2019: "L'Erba di Paola Marzoli partendo dalla terra ha l'eterno come direzione e per questo si offre ai nostri occhi come un'icona contemporanea". Il senso di questa esplorazione lo rivela una frase di Luigi Giussani (il teologo che ha fondato Comunione e Liberazione): "Tutti gli esseri sono un mistero, partecipano del Mistero come origine della loro consistenza. L'origine di ogni cosa è misteriosa. Se io vedo un fiore per terra, un fiore del campo – come Gesù stava guardando, quella volta –, se io vedo il piccolo, dimenticato e quasi dispregiato fiore del campo, sono ben lieto di affermarne l'esistenza".

"Non volevo dire nulla sull'erba, l'erba parla da sé. Mi ha parlato dal primo all'ultimo quadro che ho dipinto", confessa Paola Marzoli. "All'inizio quando ho cominciato a dipingere l'erba avevo nella mente e nel cuore e soprattutto nelle orecchie il Requiem tedesco di Brahms: «Poiché la carne è come l'erba e tutta la gloria dell'uomo è come il fiore dell'erba. L'erba si dissecca e il fiore appassisce. Ma la parola del Signore resta per l'eternità»".


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Paola Marzoli, Veronica Comune

"Così nasce l'universo pittorico della Marzoli. Stretto e grande. Dove la realtà viene seguita fin nei dettagli, senza compiacersi in soluzioni pittoriche di maniera", scrive Alfredo Tradigo recensendo la mostra del 2015 alla Galleria Schubert di Milano. "Ciò esige disciplina, distacco da sé, ma anche fedeltà in sé e fiducia totale in quello “sé” che è immagine e riflesso del mistero. Una fiducia in sé che poggia totalmente nell'Altro da sé. Così da abbandonarsi ai propri limiti sapendosi amati e generati ogni momento da un Altro. Per Paola il rapporto con la realtà passa attraverso la pittura. Una pittura icastica. Ascetica. Una 'non pittura' la chiamerebbe lei. Pennellate come una lunga, interiore, reiterata litania".
"Forse anche queste foglie ci feriscono come lame acuminate, ma nello stesso tempo cominciano a guarirci dalla nostra inconsistenza", osserva Rodolfo Balzarotti a proposito delle opere esposte nel 2017 alla Galleria Rubin.


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Paola Marzoli, Malva Neglecta

Il significato dell'opera di Paola Marzoli l'ha colto molto bene Elena Pontiggia nel catalogo della mostra del 2015 alla Galleria Schubert di Milano: "È una pittura solo apparentemente semplice, che mimetizza dietro un'apparenza naturalistica una complessa ascendenza concettuale. Non è infatti il verismo, o l'iperrealismo, che interessa all'artista. Semmai la dimensione metafisica che si intuisce e si rivela nella realtà. Anche se le sue opere muovono sempre da una visione, la sua meta è quello che non si vede. Le sue piccole foglie indagate una per una, nel loro intrico e nel loro disordine, in un rigoglio che ha fretta di vivere, sono l'indizio di qualcosa d'altro. Il soggetto del quadro non è la foglia ma la luce che la rischiara, la trascolora, traspare dall'azzurro smaltato del cielo sullo sfondo. E una luce che la ricopre o, al contrario, non riesce a penetrare nei recessi dell'ombra e allora sta alla porta di quel groviglio e bussa per farsi aprire. Certo, la realtà che Paola dipinge ha una sua bellezza immediata", scrive Elena Pontiggia. Parole che si adattano perfettamente anche agli ultimi lavori dell'artista milanese. "Il tema di queste opere non è tanto o soltanto il creato, quanto chi in quel creato agisce e lascia tracce. E il segno dell'infinito si può trovare in qualsiasi cosa finita", scrive ancora scrive Elena Pontiggia. "La metafisica di Paola Marzoli, insomma, presuppone un certo realismo lombardo. Nei suoi quadri, poi, tutto è dipinto con un amore ostinato per la compiutezza del disegno, per le cose come sono, senza intemperanze soggettive, aggiunte letterarie, ermetismi filosofici. Ha scritto Christian Schad che non c'è niente di più misterioso della chiarezza. È così anche per queste opere. Continuiamo a riflettere sul mistero della loro evidenza".


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Paola Marzoli, Silene Vulgaris

Quanto è distante la poetica di Walt Whitman, con le sue "Foglie d'erba"? Forse è l'opposto o forse il suo riflesso speculare:

Ho udito di cosa parlavano i parlatori...
era parlare del principio e della fine,
Ma io non parlo del principio o della fine.
Mai vi fu altrettanto inizio di adesso,
Né altrettanta giovinezza o vecchiezza di adesso
E mai ci sarà altrettanta perfezione di adesso,
Né altrettanto paradiso o inferno di adesso.

E io so che la mano di Dio è della mia la mano maggiore,
E io so che lo spirito di Dio è del mio il fratello maggiore,
E che tutti gli uomini venuti al mondo mi sono anch’essi fratelli...
e le donne sorelle e amanti,
E che la controchiglia della creazione è amore;
E illimitate le rigide o molli foglie nei campi,
E le brune formiche nei piccoli ricettacoli sotto di esse,
E le muscose croste delle staccionate tarlate, e le pietre ammucchiate
e il sambuco e il verbasco e la cremesina.

Un bimbo disse, Cos’è l’erba? portandomene a piene mani;
Come rispondere al bimbo?... cosa sia ne so meno di lui.

Le opere di Paola Marzoli sono esposte alla Galleria Rubin di via Santa Marta 10 a Milano fino al 27 novembre 2021.

Paola Marzoli, il sito della pittrice

Paola Marzoli alla galleria Rubin, la mostra del 2021

Paola Marzoli alla galleria Rubin, la mostra del 2017

Il monastero benedettino della Cascinazza

(machebellezza.com, novembre 2021)

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