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Laure Prouvost, Deep See Blue Surrounding You

Laure Prouvost: un viaggio nel nostro inconscio, nel mondo fluido della modernità

Venezia è una città costruita sull'acqua e dall'acqua, una città di facciate e di restroscena: il palcoscenico ideale per il racconto che Laure Prouvost ha voluto farci nel padiglione francese della Biennale Arte 2019 con il suo "Deep see blue surrounding you / Vois ce bleu profond te fondre", ovvero "Guarda questo profondo blu che ti circonda e in cui ti dissolvi". La rappresentazione di un mondo fluido e globalizzato in cui si fondono oggetti riemersi da fondali marini imprecisati.

La sua opera è l'espressione della "modernità liquida", come l'ha definita il sociologo polacco Zygmunt Bauman: un mondo postmoderno governato da immediatezza e comunicazione, che erode i vincoli fissi tra persone e corpi svelando la fragilità di una società basata sull'individualismo e il costante cambiamento. Erede di giochi dada o surrealisti, Prouvost parla spesso per enigmi, mantenendo il suo pubblico in uno stato di attesa contemplativa, vicino al sogno a occhi aperti. Una miscela di semplicità e raffinatezza, umorismo e candore, strategia e fantasia. Ecco in sintesi come ha raccontato la sua esperienza durante la presentazione del padiglione:

"Il mio progetto è un viaggio, dall'invito che ho ricevuto per Venezia, a dove siamo adesso. L'artista fa domande. Vuole sapere da dove veniamo, dove stiamo andando, chi siamo... I polpi hanno il cervello nei tentacoli, quindi pensano sentendo, annusano pensando. Così ho strisciato un po' sulle strade della Francia, diretta verso la Laguna. Abbiamo fatto un vero viaggio, iniziato da Nanterre. All'inizio eravamo io e Martha. Poi abbiamo incontrato altre persone, un mago con acconciature straordinarie, e così via. Si è formata una troupe. Compagnia teatrale o carnevale istantaneo, comunque si possa definire".

"È stato un percorso per tappe, per scoperte. Il progetto è cresciuto pian piano, man mano che toccavamo terra. Il mio viaggio ha voluto parlare anche della liquidità della nostro mondo contemporaneo, delle migrazioni dal caldo al freddo, di confini, barriere, molteplicità di percorsi".

"A Marsiglia, il cielo nuvoloso si è aperto improvvisamente davanti a noi. Da lì nasce il titolo del mio progetto per la Biennale. Marsiglia è lo scambio con il mare che ci collega con Venezia. Questo Mar Mediterraneo che significava vacanze, barche, giochi, ha cambiato significato negli ultimi anni. Tristezza, malinconia. L'abbiamo guardato sentendo le anime, sia perse che vive. Durante questo viaggio abbiamo registrato, su foto e film, questi momenti, questi rumori, queste musiche, queste persone, queste storie, queste catture miracolose trasportate nel K-Way di Jules e i nostri barbecue sulla spiaggia. Avevo il mio computer con me acceso per strada. Ma al di là del prodotto che stavamo costruendo e che mette in discussione il virtuale e il reale, la cosa più importante era vivere il viaggio".

"È stato un viaggio nel nostro inconscio. Con l'aiuto del nostro cervello nei nostri tentacoli. Abbiamo scavato tunnel dal passato e nel futuro verso Venezia. Seguiamo la luce".

Il sito di Laure Prouvost

La pagina di Laure Prouvost su Instagram

Martha Kirszenbaum, "Conversazione con Laure Prouvost", Artext, 2019

Valérie Duponchelle, "Biennale de Venise: Laure Prouvost, la quête du Graal", Le Figaro, 7 maggio 2019

by Natasha Hoare, "Laure Prouvost on Seduction, Language, and Bodily Provocations", Extra Extra No 9

Marie Maertens, "Laure Prouvost. Venice Calling", Say Who, 8 maggio 2019

(machebellezza.com, ottobre 2019)

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