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Andrea Martinucci, 5092019.jpeg

Andrea Martinucci: dietro la maschera c'è l'essere o l'apparenza?

Il quadro 5092019.jpeg (titolo che allude alle immagini digitali che si trovano nel web), selezionato per la ventesima edizione del Premio Cairo, rappresenta una maschera che nasconde parzialmente lo scontro tra due automobili. L'autore, Andrea Martinucci (nato a Roma nel 1991), prende spesso spunto da immagini "rubate" da Internet per creare situazioni irreali, oniriche. Usando materiali vari (in questo caso acrilico, fango, grafite e acciaio su tela) Martinucci accosta, sovrappone e ricompone queste immagini, trasferendo sulla tela ricordi personali rimasti impressi o rimossi.

"Gli oggetti che usualmente utilizzo", ha spiegato in un'intervista, "sono degli elementi facilmente reperibili che vanno a comporre il mio quotidiano o che circondano gli ambienti che abito. Nel mio processo artistico, questi elementi diventano una sorta di vettore per andare a trattare temi personali. Delle metafore per intraprendere i disparati temi che intendo indagare".

Il tema della maschera – il rapporto tra essere e apparenza – ricorre spesso nella riflessione filosofica dell'ultimo secolo, ed è centrale nell'opera di Nietzsche: "Mentre non si è mai parlato così sonoramente di 'libera personalità', non si vedono affatto personalità, e tanto meno libere, ma solo uomini uniformi timorosamente celati", scrive il filosofo tedesco. "Nessuno osa più arrischiare la propria persona e tutti invece si mascherano da uomini colti, da scienziati, da poeti, da politici. Se si toccano tali maschere, credendo che si tratti di cose serie e non soltanto di una farsa… si hanno improvvisamente fra le mani soltanto cenci e toppe variopinte".

Il sito di Andrea Martinucci

La pagina di Andrea Martinucci su Instagram

Maria Vittoria Pinotti, "La memoria delle cose: intervista ad Andrea Martinucci", Exibart, 26 settembre 2022

(machebellezza.com, novembre 2019)

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