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Jos de Gruyter e Harald Thys, Mondo Cane

Le figure silenziose, pallide e spaventate di Thys e de Gruyter

Emarginati, invalidi, folli o alienati che si muovono in scenari consueti o straordinari, come la casa, il campo di battaglia, la periferia urbana: è questo il mondo di Harald Thys e Jos de Gruyter. Un mondo parallelo fatto di figure silenziose, pallide e spaventate, che ritroviamo alla 58esima Biennale di Venezia nel Padiglione del Belgio.

"Mondo Cane" del duo di artisti brussellesi-olandesi è una sorta di museo delle cere, dove i protagonisti sono ritratti in pose a volte banali, a volte inquietanti – ma spesso con sottofondo ironico (vedi il custode del campo di concentramento che conta gli occupanti del padiglione) – percepite dai visitatori come strane e al di fuori dalla realtà.

L'installazione si ispira al film "Mondo cane", diretto nel 1962 da Paolo Cavara, Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi. Una pellicola, a metà strada tra fiction e documentario, che mostrava usi e costumi inconsueti o scioccanti dei vari popoli nel mondo, alternando scene reali e truccate, con l'obiettivo di scandalizzare o sorprendere il pubblico.

"L'art même", Anne-Claire Shmitz, curatrice del Belgian Pavilion alla Biennale Arte 2019, intervista Jos de Gruyter e Harald Thys, Artext, 2019

Jos de Gruyter e Harald Thys su Instagram

(machebellezza.com, ottobre 2019)

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